martedì 20 ottobre 2015

#51.

La psicologa mi ha scritto, mi ha dato appuntamento per martedì prossimo. Speravo di poterla incontrare prima, ma va benissimo così, è un punto di partenza certo, perlomeno. In un primo momento ho provato tanta rabbia, perché mi sono sentita presa poco in considerazione, molto trascurata, e non sono abituata con lei. È sempre stata molto disponibile e tempestiva nei miei confronti. Così, ho avuto l'impulso di risponderle in modo freddo e, quando la vedrò, le spiegherò come mi sono sentita, le mie impressione.
Parlandone con la mia amica, mi ha fatto però capire che probabilmente la psicologa non ha capito bene la mia situazione. Del resto, mi ero limitata a dirle "mi capita spesso di vomitare", senza dirle che arrivo a farlo anche sei volte al giorno, senza spiegarle come mi sento dentro.
Mi sono realmente decisa ad intraprendere il mio nuovo recovery, a lottare per tornare a vivere davvero.

Questi ultimi due giorni sono stati abbastanza terribili, perché, oltre a rimettere sei volte al giorno, mi sono letteralmente riempita di cibo. Ho trascorso le giornate a mangiare e vomitare ininterrottamente, fatto eccezione per le ore di lavoro. Giuro, non ho passato un solo momento senza cibo in bocca o piegata in due di fronte al cesso. E la cosa mi ha sconvolta abbastanza, mi sono sentita trasportata a qualche anno fa, quando il vomito era preceduto da interminabili abbuffate, quando ero Bulimica con la B maiuscola.
Non dico che mangiare poco sia una cosa positiva ma, visto che finisco per vomitare, tanto vale non stressare lo stomaco ulteriormente facendolo dilatare all'inverosimile. Purtroppo il disturbo non lo si controlla, quindi è inutile dire "sarebbe meglio che", o stronzate simili, perché se fosse semplice agire in modo lucido, allora mangerei sano, equilibrato, in porzioni giuste e mi terrei tutto nello stomaco, vivendo serenamente la mia vita. Il mio obiettivo è proprio questo, anche se lo vedo lontano.

Nonostante i casini di questi ultimi due giorni, mi sento la pancia abbastanza sgonfia, e questo mi tranquillizza un po'.
Mi mette ansia, invece, pensare a tutte le persone che dovrò incontrare questa settimana. Mi rendo conto che sono sempre più propensa a chiudermi in casa, a non voler vedere nessuno, ma so che anche questa è una conseguenza del mio DCA. Quindi devo fare lo sforzo, non rimandare nessun appuntamento. DEVO farlo per me stessa, per tirarmi fuori da questa merda.

Ora passo da voi, scusate se sono stata poco presente, siete sempre così carine voi con me.

4 commenti:

  1. Ciao tesoro, questa è davvero una bellissima notizia ma ancora di più lo è perchè sembri davvero decisa con la "d" maiuscola, ed è proprio il modo giusto di affrontare quest'ostacolo.
    Le persone solitamente non cambiano in modo radicale da un anno all'altro quindi penso anche io che la psicologa non abbia " semplicemente" inquadrato la situazione, ti sei sempre trovata bene e penso che la cosa fosse in un certo senso ricambiata( passami il termine), non avrebbe senso che improvvisamente ( sapendo purtroppo la situazione di qualche anno fa) non fosse più " interessata".
    Sei riuscita a zittire il DCA una volta, io sono sicurissima che oltre a essere la dimostrazione che è possibile, tu anche stavolta ne esca vittoriosa.
    Ti mando un mega abbraccio, coraggio!

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  2. Brava, devi tornare a vivere!
    E questa volta racconta per filo e per segno tutto alla psicologa, cerca di essere sincera e fallo solo per te stessa!
    Un abbraccio

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  3. Forza ragazza! Non sai nemmeno tu quanta forza hai :)
    Ti abbraccio forte

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  4. Babi, adesso, a differenza della prima volta, sei consapevole delle tue azioni, sei più cosciente delle motivazioni delle tue azioni causate da questo disturbo.
    E hai fatto BENISSIMO a scrivere alla tua psicologa, forse lei non ha ben compreso a che "punto" stai, perché forse neanche tu l'hai - o avevi - ben compreso, ma appena vi rivedrete, sii totalmente onesta con lei, sia sulle tue sensazioni che sui tuoi gesti. Troverà il modo di aiutarti anche questa volta, sopratutto perché tu ora stavolta sei più grande, forte, matura e, come dicevo all'inizio, consapevole.
    Coraggio Babi, un abbraccione!

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