sabato 17 ottobre 2015

#50.

Alla fine, ieri, è saltato il pomeriggio tra ragazze. Mi sono sentita in colpa, ma abbiamo semplicemente rimandato ad un altro giorno.
Al lavoro, la mia titolare mi ha lasciato le chiavi, affinché apra io la piadineria oggi. Mi sono sentita orgogliosa di me, perché questo significa che si fida a lasciare il negozio in mano mia e dell'altra ragazza. Si fida di noi, nonostante lavoriamo lì da neppure due mesi. Ci vede indipendenti, responsabili, capaci di gestire ogni situazione, e non potrei avere una gratificazione migliore. Siamo proprio una bella squadra, niente da dire.

Alla fine, la spesa, l'ho fatta. Mi sono detta che non voglio più vomitare, ma non voglio nemmeno digiunare. Il mio obiettivo è poter mangiare normalmente, sentirmi una persona normale. E le persone normali mangiano, perché è giusto, il cibo ci tiene in vita, mica è un demonio! Così sono andata al supermercato e ho comprato qualcosa che mi facesse gola, ma comunque di sano. Insomma, quello che mangio volentieri e che vorrei tenere nello stomaco, come le persone normali.
Io non conto le calorie e non vomito pensando che se non lo faccio ingrasso. Sì, non mi vedo sempre bene, a volte mi vedo enorme, ma riesco a razionalizzare la cosa e so che è un brutto tiro della mia mente. Di fatto sono normopeso, semplicemente. Il mio DCA non è dettato dal desiderio di volere un fisico tutto ossa.
Ho vomitato anche mentre scrivevo questo post. Ad un certo punto la colazione ha iniziato a farsi sentire pesante (una semplice tisana con qualche biscotto alla frutta) e il panico ha preso il sopravvento. E così mi sono alzata e, piegata in due sul cesso, non ho fatto che pensare a mia mamma che sta male, a mio papà che mi ama e che soffre a causa mia, alla psicologa che -porca puttana- continua ad ignorarmi, ai miei pochi amici che mi stanno ancora accanto per chissà quale motivo visto la pessima amica che sono io, a Simone che meriterebbe di stare con una ragazza normale e non con una problematica e intrattabile come me.
Vomito tutto questo io, non vomito le calorie che potrebbero farmi aumentare di peso. Vomito le preoccupazioni e lo sporco che mi sento dentro. E non riesco a farne a meno, perché se mi trattengo dal vomitare, ho crisi isteriche di pianto incontrollato, tremo come una foglia e provo un impulso immenso di farmi del male fisico. Il vomito, per quanto doloroso e sbagliato sia, mi calma.
Ma so che non è nemmeno questa la strada giusta e non ho mai desiderato andare dalla psicologa tanto come adesso. E quando si degnerà di rispondermi e finalmente ci vedremo, ho pure intenzione di dirle che mi sono sentita completamente abbandonata da lei, visto che finalmente mi sono decisa di contattarla e lei mi ha messa nel dimenticatoio.
Solo ieri sera ho rimesso tre volte, tre fottutissime volte in solo mezz'ora. Mangio. Vomito. Mangio. Vomito. Mangio. Vomito. Simone provava a trattenermi, dicendomi che sono bellissima, che mi ama, che non dovevo farlo. Mi teneva per la manica mentre mi alzavo dal tavolo. Io che non riuscivo a dar peso alle sue parole, al suo giudizio, e le gambe che praticamente camminavano da sole verso il bagno, con la mente colma di pensieri tristi, arrabbiati, che ho poi vomitato nel cesso insieme al cibo.

Questa non è vita.
Io vorrei tanto vivere, ma non so più come si fa.

6 commenti:

  1. Buongiorno Babi, <3
    Io ti capisco quando dici che non vomiti calorie, ma pensieri brutti, preoccupazioni, rabbia, dolore, tristezza. Lo capisco fin troppo bene, perché lo faccio anche io. Io che non so parlare e sfogarmi, e allora vomito.
    Forse dovremmo partire da qui, capire come "sfogarci", come calmarci, in modo migliore. Tu correvi, una volta, no? Perché non provi a correre, quando senti questo "impulso"? Io ci sto provando con la cyclette, pedalare invece di vomitare. È compensare in fondo, lo so bene e non è una soluzione a lungo termine, ma nell'atto pratico è meno nocivo e ora come ora, io come tu penso, dobbiamo trovare un modo per limitare i danni.
    I tuoi amici, il tuo ragazzo, anche il tuo datore di lavoro vedono in te qualcosa, altrimenti non ti starebbero vicino, non ti darebbero fiducia. Parti da qui, intanto. Cerca di guardare oggettivamente le cose... il tuo ragazzo si è innamorato di te quando già stavi male, quindi sicuramente non ti lascerà e non penserà mai di meritare qualcuno di migliore, vuole, AMA, te. E anche i tuoi amici che, mi pare di aver capito, sanno tutto.

    Babi tu sai vivere, non pensare di non saperlo fare. Non ci riesci ora, è un periodo, non è sempre e non è la tua vita.
    Ti mando un abbraccio forte!

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    1. Ciao tesoro. Sì, vorrei riprendere a correre, o fare un abbonamento in palestra, ma cammino già molto ogni giorno, non so se sia la cosa migliore per il mio corpo, devo ancora valutare. Ad ogni modo inizierò a vedere la psicologa, quindi spero di riprendere in mano presto la situazione.
      Grazie di tutto, sei sempre così dolce.
      Un abbraccio!

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  2. Piccola per la prima volta stamattina ho pianto leggendo un post qui su Blogger
    Non so cosa dire ma posso mandarti il più caldo degli abbracci

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    1. Mi dispiace tanto, non è quello che vorrei, non volevo farti piangere.
      Grazie per l'abbraccio, lo sento, lo mando anche io a te!

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  3. Concordo tantissimo con il commento di I cant change, capisco anch'io perché lo fai, anche se io non l'ho mai fatto, perché io restringendo volevo fare la stessa cosa: reprimere le emozioni negative. So benissimo cosa significa avere quel peso dentro, so bene cosa significa non riuscire a razionalizzare anche quando ci si fa davvero troppo male. Penso che come abbia detto I cant change tu debba, dobbiamo, trovare un modo anche solo un minimo meno deleterio per tranquillizzarci quando proviamo questa sensazione. So che non è affatto facile altrimenti avresti smesso, e non sai quanto mi dispiace che anche mentre scrivevi il post hai sentito questo bisogno... Ma penso che la chiave sia imparare a riconoscerci i nostri meriti, imparare a capire che non sempre dipende tutto da noi, imparare a lasciarci un po' in pace. Guarda anche solo la tua titolare, si fida di te, tutti riconoscono la persona che sei. Simone, i tuoi amici... Non ti abbandoneranno, né tantomeno la tua famiglia. So che ti sembra dipenda da te, che ti sentì uno schifo, ma come sappiamo non dipende proprio da noi, e fintanto pensi questo starai sempre più male.
    E per la psicologa sinceramente il suo atteggiamento infastidisce anche me, sa la tua situazione e sa che hai bisogno di aiuto immediato... Spero si degni di rispondere, e quando la incontrerai non trattenerti dal dirle come ti sei sentita, perché in parte vomiti anche questo, tutte le emozioni represse che ti fanno scoppiare.
    Nel frattempo ti consiglio anch'io di trovare un'attività, appena senti l'impulso magari vai anche solo a camminare come fai di solito... So che non è facile, ma provaci!
    Un abbraccio forte...

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    1. Ti ringrazio dolce Kiki, credo proprio tu abbia ragione, devo entrare nell'ottica che non devo darmi la colpa per ogni cosa e che anche io ho i miei meriti, i miei punti di forza.
      La psicologa mi ha risposto e finalmente abbiamo fissato l'appuntamento. Nel frattempo troverò un modo per sfogarmi, ma cammino già così tanto, non so...
      Grazie di tutto, un abbraccio forte!

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