martedì 6 ottobre 2015

#44.

Buongiorno a tutti.
Non sono morta, ma sono successe diverse cose e aggiornare il blog non è stato tra le mie priorità. Ho letto i commenti che mi avete lasciato e, terminato di scrivere questo post, provvederò a rispondere a tutti.

Sabato sera sono stata molto male. All'ennesimo viaggio in bagno, il cibo che è fuoriuscito dal mio stomaco è stato accompagnato da un getto di sangue. Mi sono preoccupata. Nel panico ho scritto subito a Simone e ai miei migliori amici. Simone è stato il primo ad avermi risposto e mi ha raggiunta subito (ricordo che io e lui viviamo insieme a Milano, ma nel weekend torniamo spesso a Bergamo per vedere le nostre famiglie e io appunto ero da mio papà, mentre lui da sua mamma). Voleva portarmi al pronto soccorso, ma io mi sono rifiutata, la mia paura non era abbastanza forte da farmi ammettere di essere in una situazione critica. Così la sera siamo usciti con alcuni suoi amici e ho passato una serata del cavolo, detestavo persino la compagnia. Ho capito di essere totalmente invischiata in questa merda perché, durante la serata, ho mangiato alcune patatine e non c'ho pensato due volte a rimetterle nel bagno di quel pub, nonostante due ore prima avessi vomitato una secchiata di sangue. Ho capito che nemmeno l'idea di essere in pericolo riesce a fermare questa mia sorta di dipendenza. Lo stesso è stato il giorno dopo. Niente, ma proprio niente riesce a farmi dire "no, aspetta, rischio di crepare, quindi non lo faccio più". Nulla. Fatto sta che ho trascorso la domenica a casa di mia mamma, piegata in due sul divano per il dolore allo stomaco. Ho detto a mia mamma che probabilmente era gastrite. Era molto preoccupata, ma ha evidentemente creduto alle mie parole. La sera Simone è passato a prendermi per ritornare insieme a Milano, a casa nostra, ma vedendomi in quello stato mi ha prima portata al pronto soccorso. Mi hanno dato il codice verde e quindi ho aspettato tre ore e mezza il mio turno. Una volta entrata, il medico mi ha visitata e mi ha chiesto i dettagli. Gli ho spiegato tutto, del disturbo alimentare. Lui mi ha fatto una flebo, mi ha prescritto un farmaco per i dolori ed è stato gentile ma molto chiaro: può darmi tutti gli antidolorifici che voglio, ma finché non risolvo il problema del vomito, il mio stomaco potrà lacerarsi da un momento all'altro. Non voglio arrivare a questo. Io davvero non lo voglio. Ho una vita intera da vivere con Simone, ho così tante cose da fare e da vedere ancora. Eppure quel dannato vomito non mi molla un solo giorno. Un solo pasto.
Siamo tornati a casa alle 4 di mattina e la sveglia è suonata alle 5:50 perché dovevo andare dalla bambina a cui faccio da babysitter. Ho lavorato anche in piadineria, non ho fermato i miei ritmi.
Ho scritto alla psicologa, le ho chiesto di vederci. Mi ha dato appuntamento per questo pomeriggio, ma io ho disdetto subito. Non so cosa mi freni. Non voglio finire agonizzante in ospedale. Eppure sto aspettando non so cosa. Ma giuro che inizierò presto un nuovo percorso di psicoterapia, lo prometto a me stessa.

Ieri sera, alla fine, ne ho parlato anche a mia mamma. Va bene non volerla far preoccupare vista la sua situazione, ma iniziavo a sentirmi in colpa per non mostrarmi completamente. Se c'è una cosa che non sopporto è fingere di essere ciò che non sono. Ai miei genitori in particolare, ma in realtà è una cosa che vale proprio in generale. Non ho motivo di nascondere questo mio lato. Quindi, ne ho parlato con lei ed è stata molto dolce e comprensiva. Ne è rimasta spiazzata, ma mi ha assicurato che supererò anche questa. Oggi, non so come, lo dirò a mio papà. Probabilmente sospetta già qualcosa, perché sabato, a casa sua, mi ha fatto diverse domande che celavano questa preoccupazione. Mi ha trovata dimagrita e, conoscendo il mio passato, avrà fatto due più due. Oggi gli dirò tutto.
Devo dire, mi sento più leggera ad aver esternato questo mio lato anche con il resto del mondo. Non cerco compassione, semplicemente non voglio prendere nessuno per il culo e non voglio fingere di star bene quando non è così.

Ora il mio stomaco è ancora dolorante, il motivo è più che palese, ma emotivamente parlando penso di stare un po' meglio.
Ho negato per troppo tempo la gravità della mia situazione. Aver ammesso finalmente di essere a questo punto, mi fa sentire più consapevole. Ho una base da cui ripartire, sebbene mi senta esausta e la salita sembra immensa.

Voglio solo star bene. Solo questo.
Vi auguro una dolce giornata.

12 commenti:

  1. Ti ho sempre letta e non ti ho commentata perché sei una persona intelligente, e a certe cose dovevi arrivarci da sola. Stai male, è vero, ma hai anche le possibilità per uscirne. Non avere paura di guarire, la vita la puoi affrontare e saprai farlo bene. Ti sono tanto vicina, un bacio grande

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    1. Ti ringrazio tanto, davvero. Un bacio a te!

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  2. Ciao, mi dispiace così tanto leggerti nuovamente invischiata in una situazione come questa, ma c'è da dire anche che hai avuto la forza di ammetterlo che é già davvero tantissimo! É una piccola reazione ma che può essere un ottimo punto di partenza per ripartire, ora puoi contare sulla tua consapevolezza e sull'appoggio delle persone a te vicine.
    Ti sono vicina e ti mando un mega abbraccio e tanta tanta forza ma sono sicura ce la farai ancora una volta ❤

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    1. Ciao, grazie per darmi così tanta fiducia, spero tu abbia ragione.
      Un abbraccio!

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  3. Mi impensierisce molto leggere di questi trascorsi , ma sono felice che un medico ti abbia visitata, che ti sia aperta con tua mamma e che tu abbia cambiato idea riguardo alla tua situazione. Forza, ora è tempo di lottare. Un abbraccio forte!

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    1. Eh sì, non devo fare altro che lottare. È davvero difficile, ma deve essere la mia priorità!
      Un abbraccio!

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  4. È stato sicuramente un weekend difficile ma se ti ha portato ad ammettere tutto e a cercare di sistemare la situazione allora ne è valsa la pena. Non ti nascondo la preoccupazione nel leggere qst post, ma cm sarai gia impanicata di tuo, non voglio farti pesare anche le mie preoccupazioni. Ora che sei riuscita ad ammettere a te stessa di avere un problema, sn sicura ke inizierai a lottare x combatterlo. Sei una che non molla e sei super cazzuta, ci vorrà il tempo che ci vorrà, ma se non molli e se tiri fuori la tenacia che so che hai, vedrai ke prima o poi questa ricaduta sarà solo un brutto ricordo! Ti sn vicina e ti stringo forte! Un bacione

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    1. Grazie di cuore L.!
      Non sai quanto spero che tu abbia ragione, davvero! Spero di ritrovare e mantenere la positività che avete voi, perché io voglio lottare, davvero, ma mi sembra così complicato fare anche solo un piccolo passo avanti... Grazie comunque, un bacione a te!

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  5. Credo che questo post possa essere riassunto con una parola: "consapevolezza".
    Ti sento molto più consapevole di ciò che ti sta accadendo rispetto ai giorni scorsi, sei più realista rispetto alla sofferenza che senti e al disturbo che hai.
    E' un primo traguardo, l'inizio della salita.
    Non spaventarti, abbi fede e coraggio nelle tue capacità.... dopotutto conosci bene la situazione, l'averla affrontata gia' precedentemente deve solo motivarti per uscirne il prima possibile!
    Ricordati che in questa lotta non sei sola.. c'è mamma, papà, Simone, i tuoi amici, ci siano pure noi che sguazziamo nello stesso mare...
    Un abbraccio fortissimo!!

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    1. Hai ragione Ilaria, ammettere di avere un problema è il primo tassello per poter lottare. Ed è vero anche che non sono sola.
      Un abbraccio!

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