martedì 29 settembre 2015

#39.

Domenica notte stavo dormendo. Era tardi e la mattina mi sarei dovuta alzare presto. Simone è tornato a casa dopo mezzanotte (è stato all'Expo con il padre) e baciandomi mi ha svegliata. Abbiamo fatto l'amore con una passione che forse negli ultimi tempi mancava un po'. Mi sono sentita così viva e desiderata. Avevo bisogno di sentirmi desiderata, sì, credo che ogni donna ne senta l'esigenza, soprattutto se ha un partner al suo fianco.
Ieri mi ha ripetuto non so quante volte che sono bellissima. L'ho trovato spesso a contemplarmi con uno sguardo dolce e davvero innamorato. Mi ha fatto piacere ricevere questo complimento così sentito, ma ho iniziato a sentirmi un po' a disagio.

Non ho quasi mai fame, ho spesso la nausea. Mi capita di sentirmi piena, come se avessi mangiato molto, anche quando non ho una briciola nello stomaco. È quel peso che sento, da cui cerco di liberarmi. È come se fosse un peso fisico, reale. Mangio poco o nulla, o faccio pasti normali, ma al mio stomaco sembra sempre di mangiare troppo. Ed una semplice mela mi fa sentire sazia. E subito dopo mi sembra di esplodere, come se quella semplice mela si fosse moltiplicata esponenzialmente dentro di me. Non riesco a sopportare tutto questo e sento la necessità di alleggerirmi, a qualunque costo, prima di impazzire.

Questa mattina, quando sono uscita di casa alle 6, c'era molto buio. Il freddo penetrava nelle ossa e tenevo le mani chiuse a pugno dentro le tasche della giacca, nella speranza di scaldarle un po'. Amo questo freddo. So che è paradossale, ma lo amo. Aver freddo da morire mi fa sentire stupidamente viva. Scaldarmi un po' dopo avere anche il sangue gelato, lo trovo invece piacevolmente dolce e mi dona un senso di protezione. Amo il freddo e amo scaldarmi. Che roba contorta.
Amo camminare al buio, la mattina presto, quando le strade sono vuote e silenziose. Camminerei tutta la notte. Il cappuccio sulla testa, le mani in tasca, le gambe che si muovono velocemente, ad un ritmo sostenuto, Lana Del Rey nelle orecchie. Pensieri e riflessioni che vorrei restassero rinchiusi nella notte, per lasciare spazio a qualcosa di bello durante il giorno.

Ecco un nuovo giorno da affrontare, da vivere. Cosa avrà in serbo per me? Quali piccole gioie mi faranno sorridere? Quali dispiaceri e quali paure mi uccideranno un po' di più? È tutto da scrivere, ogni giorno è un capitolo nuovo di questo lungo libro incasinato.

Vi auguro una dolce giornata.

Nessun commento:

Posta un commento