lunedì 28 settembre 2015

#38.

SABATO 26.
Il sabato è sempre tranquillo al lavoro, abbiamo pochissimi clienti. La maggior parte del tempo chiacchieriamo tra di noi. Questa volta eravamo in vena di confidenze. Ho parlato alla cuoca (che è anche il mio capo) della situazione di mia mamma. Le ho parlato della sua malattia e della possibile operazione che dovrà affrontare, l'ennesima. Lei è stata molto comprensiva, è una grande ascoltatrice, oltre che una donna interessante. Le ho detto che mia mamma non accetta la sua stessa condizione fisica e mentale. "La prima cosa da fare è accettare di avere un problema. Finché non lo si accetta non si può fare nessun passo avanti". Le parole del mio capo mi sono rimbombate in testa tutta la mattina. So che ha ragione e che è così per ogni problema. L'accettazione è sempre il primo tassello fondamentale per costruire un percorso verso la libertà.
Terminato il lavoro, sono andata subito alla stazione dei treni. Ho preso il primo diretto a Bergamo. Mi sono seduta in un posto vicino al finestrino. Avevo freddo. Per tutto il tragitto ho ascoltato a ripetizione "Ride", di Lana Del Rey. Ho pianto per la maggior parte del tempo.



Ho osservato i paesaggi. Dai verdi prati siamo giunti ai campi arati. Finché, eccole lì, le mie montagne. Quanto sono belle le montagne, verdi, alte, dalle strane forme, colme di tranquillità e di vita. Le guardo e sento qualcosa nello stomaco, per l'emozione.
Scesa dal treno mi sono incontrata subito con il mio migliore amico, Michael, ed un altro amico. La prima cosa che mi ha detto è che sono dimagrita tanto, che si nota molto. E lui sa ogni cosa di me, quindi non gli è servito molto tempo per capire il motivo. Eppure io mi sono limitata a dire, a disagio, uno stupidissimo "non ne ho idea, può essere". Mi ha abbracciata stretta e mi ha subito fatto presente che lui per me c'è e ci sarà sempre. Mi è mancato fin troppo. Io e lui abbiamo un rapporto che credo non potrò mai avere con nessun altro. Siamo stati anche insieme in passato, per nove mesi, ma da quando ci siamo lasciati siamo molto più affiatati. Il bene che gli voglio, le sensazioni che mi dà, non potrebbe darmele nessun altro amico. Con lui mi sento sinceramente "amata", ma in un modo puro, una pura amicizia, un sentimento così vero che quasi mi sembra irreale, privo di discrepanze. Siamo perfettamente l'uno il linea con l'altro. Ci capiamo seriamente con un solo sguardo. Abbiamo trascorso un pomeriggio bellissimo tutti e tre insieme, sono stata davvero serena, ho riso molto. Quando abbiamo dovuto salutarci, mi sono sentita una morsa allo stomaco. Mi ha abbracciata così forte e così a lungo che ho pensato di non volermi più staccare da lui. E invece è dovuto accadere. Mi sono girata e ho pianto, fino all'arrivo a casa di mio papà.
Mi ha preparato il risotto allo zafferano, sa quanto mi piace e lui lo fa proprio buono. Era delizioso. Ma sono entrata in uno stato d'ansia che sono riuscita a placare solo liberandomi. No, fanculo, usiamo i termini giusti: vomitando. Sì, ho vomitato, punto. E mi sono sentita una merda, perché lui ha cucinato per me, con amore. Mi sono sentita una merda, ma non sentivo più quel peso, quell'ansia che mi attanagliava il petto. La serata è stata tranquilla.


DOMENICA 27.
La mattina mi sono svegliata presto, erano solo le 6 e mi sono pesata. Non avrei dovuto probabilmente, ma ho inevitabilmente sorriso. Sono uscita dal bagno e ho abbracciato forte mio papà. Quanto mi mancava il mio papà. Quanto amo anche lui, mamma mia.
Per pranzo sono andata a casa di mia mamma. Dopo non so quanto tempo, ho visto il suo volto illuminarsi. Mi ha vista, ha sorriso e mi ha abbracciata forte. Quanto è bella la mia mamma. Nessuna malattia, nessuna sofferenza, riesce a rovinare la sua bellezza. Ai miei occhi sarà sempre una donna meravigliosa. E la sua gioia nel vedermi mi ha fatta implodere di felicità. Una felicità autentica. Ho trascorso la domenica con lei e la mia sorellina, anche lei contentissima di vedermi. Abbiamo parlato tantissimo e abbiamo passato una bella giornata. Io e Michael ci siamo scritti un po'. Mi ha ripetuto che sono dimagrita e poi mi ha detto parole dolcissime che vorrei tenere per me.
Ma nonostante questo, sono riuscita a sentirmi una merda ugualmente. Né il pranzo, né la cena, mi sono stati giù. Mia mamma, che ha cucinato con amore per me, non merita questo. La donna più importante della mia vita non lo merita, come non lo ha meritato mio papà la sera prima. Eppure non ho potuto farne a meno, mi sentivo impazzire. Prima di uscire dal bagno, mi sono seduta per terra, con la testa tra le ginocchia. Ho pianto ancora, silenziosamente. I miei genitori non meritano questo, non lo meritano, e vomitare ciò che preparano loro mi fa sentire un mostro. Eppure non riesco, non ce la faccio, non posso farne a meno. Ma come diavolo ho fatto, tempo fa a smettere di vomitare? Dove cazzo è quell'interruttore? Come cazzo si fa, porca puttana?
Questa volta non posso dire niente ai miei genitori, non posso farli soffrire ancora, tanto meno mia mamma, che non avrebbe le forze per sopportarlo.
Prima di salutarci ci siamo abbracciate ancora forte, è stato brutto separarmi da lei.
Mio papà mi è venuto a prendere da lei e mi ha portata fino a Milano, a casa mia, di sua iniziativa per non farmi spendere soldi con il treno. Ho due genitori meravigliosi, dolcissimi, che mi sommergono di amore.
E io sto male. Forse abbiamo un rapporto così importante che non sopporto di stare così lontana da loro, per così tanto tempo. Non sopporto l'idea che mia mamma stia soffrendo per la malattia. Non sopporto che mio papà sia a casa da solo, visto che io ora vivo con il mio ragazzo in un'altra città. Dentro di me sento di averli abbandonati, anche se non è così. Ho passato una vita ad essere abbandonata da "amici", soffrendo come un cane, e ora a me sembra di abbandonare loro.

Che stupida che sono.
E intanto mi distruggo, piano piano.

11 commenti:

  1. Babi, mentre leggevo le tue parole ascoltavo la canzone di Lana del Rey e ho iniziato a piangere anche io.
    Nelle tue parole io leggo tanta preoccupazione per te stessa, perché l'hai visto con i tuoi occhi il fondo e dal fondo ti sei rialzata,e adesso, forse, hai paura di non farlo più, di non riuscirci. Ma tu sei una ragazza forte, lo dici anche tu di te stessa, hai la forza di rialzarti, di trovare quell'interruttore.
    Però, mi dispiace dirtelo, devi parlare con qualcuno, che sia il tuo migliore amico, il tuo ragazzo, la psicologa, ma devi parlare. Credo che quella pesantezza che senti nello stomaco sia dovuta al cibo, ai sensi di colpa, ma anche a tutto ciò che ti tieni dentro. Il dolore, la preoccupazione, la sofferenza, ma anche questo tuo sentirti incompresa.

    L'amore che provi per i tuoi genitori traspare anche da un semplice computer, e forse sono quasi gelosa di questa complicità che c'è tra di voi. Anche io, pur non avendo un bel rapporto con mia mamma, mi sento in colpa a lasciarla sola a casa anche solo quando vado a cena dal mio ragazzo. E anche io mi sento in colpa a rifiutare il cibo che lei mi prepara, così mi sento in colpa a rifiutare quello del mio ragazzo e della sua mamma (che mi tratta come una figlia), ma loro sanno, e possono provare almeno a capire, ciò che hai vissuto. Non penseranno niente di male di te, non aggiungere queste "ansie" alle altre.
    Sei satura di preoccupazioni, non puoi reggere sempre il peso di tutto perché hai bisogno di appoggiarti anche tu a qualcosa o qualcuno. Sei forte, ma nessuno è invincibile. Hai bisogno di cedere, mollare la presa, concederti del tempo.

    Mi dispiace magari fare la saputella, ma non lo dico con supponenza, è solo quello di cui avevo (e forse ho ancora) bisogno io e un po' tutti.
    Ti mando un abbraccio grande!

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    1. So cosa vuol dire toccare il fondo, ma mi vedo molto lontana da quell'abisso. Sarà che un tempo mi buttavano a terra le abbuffate e ora almeno quelle non le ho più, o sarà qualcos'altro, ma non sono minimamente grave come lo ero un tempo e quindi vorrei provare a tirarmene fuori con le mie forze. So che per questi disturbi serve un percorso di psicoterapia, l'ho sperimentato sulla mia pelle, ma ci sono "dentro" da poco questa volta, forse in qualche modo è ancora gestibile. Cioè, lo spero.
      Amo follemente i miei genitori e loro amano me, tra le mille sfighe che ho, devo dire che almeno ho questa immensa fortuna e ne sono consapevole. Forse forse mio papà potrebbe sopportare la mia situazione, ma mia mamma no, perché lei è malata e ha i suoi problemi a cui pensare, se le aggiungo il mio non si alza più e si dà mille colpe. Non posso, anche la psicologa mi ha detto che è meglio non dirle nulla.
      Non ti ho percepita come una saputella, assolutamente, anzi, ti ringrazio tantissimo!
      Un forte abbraccio. <3

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  2. Ciao Babi...cavoli anch'io come Alice ho pianto a leggere quanto bene ti vogliono i tuoi, e quanto tu nei vuoi a loro... le cose che hai detto di tua mamma poi sono bellissime, quando la mia è morta avevo 11 anni e quindi non avevo il cervello di capire tante cose, di farle sentire quanto bene le volevo (anche perché i miei erano già separati e io vivevo cn mio papa)...ma vedrai che tu e la tua mamma avrete ancora tanto tanto tempo da passare insieme.
    Alice ha ragione, sentirsi in colpa è normale ma è la malattia che ti fa comportare così, non sei affatto una cattiva figlia, anzi...cerchi di proteggerli. E penso che loro con il loro sesto senso da genitori capiscano che qualcosa non va, fidati di loro... apriti appena appena un po' o se non con loro con Michael (PS. ma è il ragazzo con i capelli blu che ha fatto un video cn te? Cariiino <3 che bella l'amicizia uomo-donna...) e gli altri amici...di sicuro tu ci sei stata x loro, e perché non dovrebbe essere il contrario?
    Adesso scappo che alle 12 inizio il turno.
    Ti stringo forte forte <3 <3 <3

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    1. Ciao Nana, mi dispiace da morire per tua mamma, non ne avevo idea. So che tu e Alice avete ragione, la malattia fa avere sensi di colpa. Io non ne ho sul cibo, non vomito perché mi sento in colpa, anzi, mi sento in colpa dopo averlo fatto, perché so che è sbagliato ma non riesco a farne a meno. Ma giuro che riprenderò in mano la situazione, non sono in una situazione così grave, lo giuro.
      Michael è proprio il ragazzo con i capelli blu, che in realtà cambia colore spessissimo, e sì abbiamo un rapporto strettissimo.
      Grazie per passare sempre a leggermi, un abbraccio <3

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  3. Ciao Babi... è un post molto intenso, questo. concordo con i cant change, sulla parte di parlarne ai tuoi. penso non ci sia niente di peggio per loro credere che tu stia bene e invece sei sulla via dell'autodistruzione, e forse inizia a vedersi (dal tuo dimagrimento che le persone iniziano a notare). parlagliene, hai un ottimo rapporto con loro, e faranno del loro meglio per aiutarti ad essere più serena... sei forte, non indistruttibile (come tutti!!!) e hai bisogno di una mano.
    detto questo ti abbraccio, e se hai bisogno ci sono...sempre! un bacio

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    1. Ciao Eli! Potrei aver bisogno di una mano, sì, ma come ho spiegato ad I can't change non posso dirlo ai miei, questa volta. Cercherò di parlarne con qualcun altro, ma loro no.
      Grazie per esserci sempre, un bacio a te!

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  4. Cara Barbara, credo che la tua collega abbia detto una cosa molto saggia a proposito dell'accettare di avere un problema. In merito al post precedente, e al fatto che non ritieni di avere un problema "grave", cosa pensi che ti manchi per considerarlo tale?
    Hai raccontato proprio di un bel weekend, fatto di vicinanza e intimità con le persone che ami... mi spezza il cuore vedere che è stato contornato anche di vomito, pianti in bagno, sorrisi sulla bilancia, e allarme del tuo migliore amico (che ti conosce così bene).
    Togliti però questo peso dalla coscienza: hai ragione quando dici che non hai abbandonato la tua famiglia. Loro sentono la tua mancanza tanto quanto la senti tu, la tua è stata una scelta di vita che prima o poi, comunque, avresti dovuto fare. Non ti distruggere.
    Un abbraccio, forza!

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    1. Sì, la mia collega ha detto una cosa vera. Io non sono in una condizione grave perché mi ritrovo in questa situazione da poco tempo. Ok, ho sofferto per anni di bulimia, ma poi sono guarita e ora è solo un mese e mezzo che sto così. Sono sicura di poter prendere in mano la situazione da sola in qualche modo. Poi comunque non sono ossessionata dalle calorie, non vedo il cibo come un nemico, non mi fa paura. Non lo so, è diverso rispetto all'altra volta.
      So che prima o poi avrei dovuto lasciare i miei genitori e anzi, ho voluto andarmene a 22 anni proprio per non gravare più sulle loro spalle e iniziare a vivere da adulta, ma non essere più vicina a loro mi fa sentire... non lo so, non saprei dire come questo mi fa sentire.
      Ti abbraccio anche io. <3

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  5. Non ho la più pallida idea di come facciano, ma secondo me anche i tuoi genitori hanno notato il tuo cambiamento ma non ti hanno detto nulla per timore di ferirti e volevano che stessi bene in quelle poche ore che trascorrevi da loro. Il vostro rapporto è autentico, meraviglioso, e decidere di star male tu per preservare loro non è giusto anche se in un primo momento sembra la soluzione migliore. Hai dalla tua parte che conoscono il tuo passato, e anche stavolta non ti lasceranno sola, né loro né Michael. Mi tocca ripetere le parole delle altre, sei forte ma non invincibile, cadi ma ti rialzi e non è un atto di debolezza chiedere una mano se la salita è faticosa. Per cui parlane, se non con la tua famiglia con qualcuno vicino. Hai scritto alla psicologa, bravissima Babi! La malattia è forte ma anche tu lo sei e te ne rendi conto!

    Volevo consigliarti due libri... io al posto di malattia ormai uso 'scimmia' ma credo non avresti capito il senso. Scimmia deriva dal libro Sono bruttissima e finora è l'unico che ha descritto con parole semplici ma senza peli sulla lingua cosa accade dentro noi, cos'è che spinge. Trovi la recensione da me, anzi te la linko. Il secondo è Donne che mangiano troppo. Non è più il tuo caso ma purtroppo ci accomuna tutte perchè si parla di cibo.
    In ultimo, come ti è sembrato Sprecata? Ce l'ho anche io ma non ho ancora trovato il coraggio per iniziarlo.
    Un abbraccio grande!

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    1. Non penso, perché soprattutto mia mamma non si farebbe problemi a dirmi che mi vede dimagrita, o sciupata, o un po' debole.
      Io ne ho già parlato con la psicologa e lei concorda nel non parlarne a mia mamma, soprattutto adesso. Mi ha detto di parlarne con lei piuttosto, ma mia mamma non può sopportare anche questa.
      So di non essere invincibile e, anzi, ho sempre ammesso anche le mie fragilità, però non sono in una situazione troppo grave, so che posso ritrovare il controllo da sola.
      Vado subito a leggere la tua recensione del libro "Sono bruttissima" e credo proprio che lo leggerò, appena termino quello che sto leggendo ora, sempre sui dca.
      Sicuramente leggerò anche "Donne che mangiano troppo", lo avevo già in lista!
      "Sprecata" mi è piaciuto tantissimo. È un libro molto angosciante, così crudo e reale, disperato, terribile. Cerca quel coraggio che ti serve per iniziarlo e preparati ad un finale che ti farà sentire una stretta allo stomaco.
      Un abbraccio grande!

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  6. Grazie alla eccellente UKAKA DR, per risolvere i problemi, la mia email è (greatspellcasterr@gmail.com)
    Il mio nome è che la signora Marie Steph era sposata con mio marito per 5 anni vivevano insieme e felice per quest'anno e non fino a quando si recò in Italia per un viaggio d'affari dove ha incontrato questa ragazza e da allora, i bambini e io e l'amore odio solo it. così, quando mio marito tornato del loro viaggio, ha detto che non vuole a me e ai miei figli ritorno per vedere quello che noi portato fuori della casa e che ora è va in Italia per vedere che un'altra donna. così io e i miei figli erano ora così frustrato e mi trovavo con mia madre e io non ero trattamento essere buono perché mia madre ha sposato un altro uomo dopo la mia morte di suo padre da ciò che l'uomo che è stato sposato con non ho trattato bene, e i miei figli quando sono così confuse e stavo cercando un modo per ottenere il mio marito torna a casa perche ' ti amo ed entrambi apprezzarlo così che un giorno mentre stavo navigando mio computer ho visto una testimonianza su questa testimonianze di caster incantesimo che Dr UKAKA condivisi su internet da una signora e mi ha impressionato così tanto che credo anche nel dare un'opportunità. Al principio ho dato paura, ma quando pensa a quello che io e i miei figli sono di passaggio, così in contatto con lui e ho detto che tenerlo calmo durante solo 24 ore di che mio marito è ritorni a me già mia sorpresa migliore che ha ricevuto una telefonata di mio marito nel secondo giorno dopo chiedero a loro i bambini e ho chiamato Dr. UKAKA e detto loro problemi viene risolto mio figlio. quindi questo è stato il modo che ottengo la mia famiglia dopo un lungo sforzo per frenare da una signora cattiva che con tutto questo aiuto da DR UKAKA, io amo questo forum di unirsi a me dire un enorme grazie a DR UKAKA e anche consigli per uno qualsiasi di questi problemi o simili o qualsiasi tipo di problemi dovrebbe anche essere contatto al tuo indirizzo email @
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