giovedì 24 settembre 2015

#35.

Sono malata. La febbre e il raffreddore mi fanno sentire uno straccio. Oggi per me niente lavoro, mi dedicherò al totale riposo. Naturalmente, se anche il mio corpo cerca di rilassarsi, la mia mente è in continuo fermento. Osservo la mia casa e progetto alcune modifiche. Niente che comporti il dispendio di denaro, è già bello se guadagno il necessario per pagare affitto e bollette, no, parlo di modifiche semplici. Mi sembra sia tutto in disordine e sporco. Sono sempre stata disordinata in effetti, ma ho sempre curato molto l'igiene. Ho l'impulso di lucidare tutto fino a che il braccio non mi duole. Finita una doccia, vorrei farne un'altra un'ora dopo. È come se dovessi liberarmi di una sporcizia che solo la mia mente riesce a vedere.
Vorrei tanto uscire a passeggiare, stendermi sul prato di un parco qua vicino, immenso, e restare lì tutto il giorno. Dovrò invece stare tutto il giorno a casa, con le gambe che fremono, sperando che la febbre svanisca. Restare ferma è solo l'ennesima difficoltà che la mia mente incontra sul suo cammino.

Ieri sono riuscita a tenere tutto nel mio stomaco, dalla colazione alla cena. La cosa strana è che ne sono totalmente indifferente, non ne sono compiaciuta. Quando mi libero non lo faccio con lo scopo di dimagrire. Anzi, sarò onesta, dimagrire è l'ultimo dei miei pensieri. Sì, vorrei essere più magra, sì, a volte mi vedo mostruosamente enorme di fronte allo specchio, ma se salto un pasto o me ne libero, non lo faccio con l'idea fissa di voler dimagrire, così come non ho questa paura di ingrassare.
Sto dimagrendo, questo è vero. Le ossa che premono per sporgere le vedo. Lo sterno e le clavicole non riuscirei a nasconderle nemmeno se volessi. I jeans skinny che mi avvolgevano la gamba, ora sono pieni di pieghe e spazi vuoti. Ma non mi interessa. Non è la magrezza estrema che sto cercando. Sto solo cercando di liberarmi di un qualcosa di troppo grosso che grava sulla mia anima. Essere più piccolina fisicamente mi fa sentire un po' più leggera, ma sono lontana dall'essere un mucchietto d'ossa, cosa che non ho nemmeno intenzione di diventare.

Non ho paura del cibo. Se vedo un barattolo di marmellata pieno, non penso a quante calorie abbia. Anzi, non me ne può fregare di meno. La mia mente apprezza il cibo, ma non sopporta il modo in cui mi sento dopo un pasto normale. Sensi di colpa? No, solo incapacità di accettare la sensazione di un peso nello stomaco. Un peso sullo stomaco è come un peso sull'anima. Io ho l'anima già a pezzi, non regge più niente, non importa se si tratta di un macigno o di una piccola piuma. Il minimo peso sembra puro piombo.
Sentirmi dire dalla psicologa che, sì, ho ancora un DCA a tutti gli effetti, mi scoraggia un po'. Non so se definirla bulimia, visto che mi libero ma non mi abbuffo, ma non mi importa nemmeno dargli un nome. Cosa cambierebbe? Assolutamente nulla.

Ora leggo un po', devo finire il libro "Sprecata". Ho un mal di testa indescrivibile.
Vi lascio la foto della mia dolce colazione e vi auguro una giornata altrettanto dolce.

Vi stringo.





8 commenti:

  1. Dici che non te ne può fregar di meno del peso, però in fondo ti dà sollievo vederti più piccolina. Racconti con una certa graficità di ossa sporgenti e vestiti che ti stanno larghi... dando l'impressione di esserne, sotto sotto, compiaciuta. Ti rassicura che il tuo malessere si rifletta concretamente sul tuo corpo? Cerca di capire perché un peso sullo stomaco equivale a un peso sull'anima... perché, da un osservatore esterno, l'equivalenza non è affatto immediata. Non voglio suonare critica con questo commento, vorrei solo che ti fermassi a riflettere. Probabilmente ci sono percorsi inconsci che sta facendo la tua mente, che bisogna portare alla luce per poter cambiare. La magrezza verso cui ci muoviamo non è mai solo magrezza... è la metafora di qualcos'altro. Non lasciare che la tua mente si sfoghi sul tuo corpo. Coraggio, ogni giorno.

    PS: a me hanno regalato il Neem da bere in infusione, che dovrebbe essere utilissimo a rafforzare il sistema immunitario quando ci si ammala. Ha proprio un sapore tremendo, ma lo sto provando visto che per il mal di gola sono diventata afona :) non ti so dire se funziona, ma se vuoi fare la cavia da laboratorio con me potresti provare a fartelo prendere da Simone!

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    1. Le ossa che sporgono (che poi comunque non sporgono in modo preoccupante, sono solo più visibili) e i jeans che mi vanno più larghi sono solo una conseguenza, ma non ricerco queste cose in maniera ossessiva. Non mi interessa.
      Il peso sullo stomaco che equivale al peso sull'anima, nel mio caso, è ciò di cui mi parlava la psicologa quando andavo da lei. Il motivo per cui mi libero dopo un pasto, quel peso che non riesco a sopportare, è ovvio che sia qualcosa di astratto. Non mi faccio auto terapia (cosa impossibile per chiunque), queste sono cose che mi ha detto la psicologa anni fa e di recente quando ci siamo sentite.
      Non credo di dover per forza scrivere nei dettagli questa "equivalenza non affatto immediata" come dici tu, perché io uso il blog come sfogo, non sto scrivendo la mia autobiografia da ragazza affetta da DCA, così come non sto scrivendo un trattato medico in cui è essenziale conoscere cause ed effetti.

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    2. Avverto una certa avversione (magari a torto!) e mi dispiace davvero.
      Barbara, guarda che il mio commento era rivolto solo a far riflettere TE, te stessa , te medesima, e basta. Non ti chiedo mica di descrivere nei dettagli l'"equivalenza" perché voglio analizzarti con occhio medico, figuriamoci! A me interessa che stia meglio TU, una ragazza che vive le stesse cose che vivo io. Suggerivo a te di rifletterci, perché e parlavi come se fosse scontato. E invece non lo è affatto, e ti farebbe bene capire perché le cose stanno così.
      L'autoterapia non è impossibile. E' difficile, questo sì, ma affatto affatto impossibile... se fai terapia con una psicologa va benissimo, ma ragiona criticamente su quello che ti dice. E ragionaci anche per conto tu.
      Cmq dire che la tua magrezza è solo una conseguenza, è come dire: "Non cerco di 30 e lode, ma mi ammazzo di studio come se non ci fosse domani". Almeno inconsciamente è verosimile che tu lo voglia il 30 e lode.
      Ti prego, non fraintendermi. Non volevo suonare critica né prima né ora. Voglio solo farti riflettere.

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    3. Sì, mi sono sinceramente sentita attaccata e non ho motivo di negarlo. Non faccio più psicoterapia, però ho comunque sentito la psicologa qualche giorno fa. Io rifletto anche troppo, sono sempre stata una persona molto introspettiva, mi pongo mille domande a cui sto cercando di dare risposte.
      La mia "magrezza" non è proprio nulla di preoccupante, visto che no, non sono magra, ho un fisico normale, solo che in alcune zone accumulo meno grasso, come nella parte superiore del corpo. Per questo sterno e clavicole si notano un po' di più, ma solo per questo, non perché io sia effettivamente magra.
      Ti chiedo comunque scusa se ti sono sembrata aggressiva, come ti ho detto mi sono sentita attaccata, ma ora capisco che vuoi solo che rifletta e che sei mossa da buone intenzioni.
      Ti rassicuro dicendoti che rifletto molto, davvero, tranquilla!
      Un abbraccio.

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  2. questo peso...credo che tu quando vomiti vomiti il mondo...
    vomiti la realtà...una realtà che ti sta stretta..
    è come se ti ribellassi alla vita mentre nella realtà non puoi ribellarti e sei costretta a vivere..allora butti via questa responsabilità..
    cosa ti pesa del vivere??
    forse proprio assumersi responsabilità.

    ti abbraccio

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    1. Non è tanto che non so assumermi le mie responsabilità, sono sempre stata piuttosto responsabile. Tuttavia negli ultimi mesi sono avvenuti troppi cambiamenti importanti e sono entrata a far parte davvero nel mondo degli adulti, dovendo lavorare per vivere, mantenere una casa e dovendo affrontare situazioni tragiche che non augurerei a nessuno.
      Un abbraccio

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