lunedì 21 settembre 2015

#32.

Buongiorno a tutte!
Il mio blog è tornato ad essere pubblico, perché ho finalmente parlato con Elena, la mia amica, e quindi non devo più nascondere nulla.
Ho trascorso un bel weekend con lei. In realtà, sabato mattina prima di andare al lavoro sono stata piuttosto male, ma poi è venuto a trovarmi in piadineria mio papà, che non vedevo da due settimane, e sono stata così felice di rivederlo! Abbiamo pranzato insieme e poi, quando ho finito al lavoro, siamo stati insieme ancora un paio di ore. Abbiamo parlato un bel po' e quando se ne è andato ho sentito una stretta allo stomaco. Mi piace vivere a Milano, ma sono lontana dai miei genitori e dal mio migliore amico. Sento costantemente la loro mancanza, anche se qua a Milano ho la mia migliore amica e il mio ragazzo, con cui addirittura vivo. È come se il mio cuore si trovasse contemporaneamente in due posti diversi, distanti, e io mi sento un po' spaccata a metà.
Quando mio papà è andato via per tornare a Bergamo, io sono uscita per vedermi con Elena. Ci siamo trovate di fronte al Duomo e siamo andate a piedi fino ai Navigli. Abbiamo mangiato un buonissimo gelato al pistacchio e cocco, completamente vegan e sì, me lo sono goduto, anche se lo stomaco mi faceva un po' male. Abbiamo camminato e chiacchierato tutto il tempo! La sera abbiamo cenato a casa sua e lì mi sentivo onestamente un po' a disagio, mentre poi, mi sono goduta i pop corn senza il minimo rimpianto guardando un paio di video su YouTube, Abbiamo concluso la serata guardandoci Toy Story 3, che io so praticamente a memoria, prima di addormentarci. La mattina dopo abbiamo fatto colazione e ci siamo messe in giardino a parlare. Le ho spiegato tutto, di mia mamma, del mio rapporto con il cibo, di come mi sento arrabbiata e triste. Ho pianto davanti a lei, per la prima volta, e mi ha abbracciata. Abbiamo continuato a parlare, lei mi teneva la mano e tutto mi sembrava più semplice. Come se quella presa volesse dire "non sei sola", o qualcosa del genere. Per la prima volta ci siamo dette a voce "ti voglio bene", cosa che già pensavo da un po', ma che non sono mai riuscita a pronunciare. Do tanto valore a queste semplici parole e oltretutto sono proprio un disastro ad esternare i miei sentimenti. Le emozioni sono spontanee, ma i sentimenti sono più complicati e la mia diffidenza mi ha portata a chiudermi un po' in me stessa.
Sono davvero felice di come siano andate le cose. Temevo che si sarebbe allontanata, o che avrebbe iniziato a guardarmi diversamente, non so. Invece, ho potuto constatare di avere una vera amica al mio fianco.
Per pranzo sono tornata a casa mia e il pomeriggio è stato un po' un disastro. Simone, non potendo più far finta di nulla, mi ha chiesto cosa mi sta succedendo. Gli ho detto tutto. Abbiamo parlato dei problemi che ho ancora con il cibo e la sua prima reazione è stata quella di arrabbiarsi con me. Non per il mio problema, ma perché ne ho parlato prima ad Elena che a lui. Mi ha detto che mi starà accanto, ma mi ha riempita di domande che mi hanno fatta sentire troppo sotto pressione, tanto da farmi desiderare che la conversazione finisse subito. Per un attimo mi sono pentita di avergli detto tutto, ma in realtà so che è stata una cosa positiva.
La cena, o meglio, il post cena, è stato il solito disastro e Simone ha provato a trattenermi lì con lui. Ma nulla, mi sono messa a piangere, è diventato troppo pensante tenermi quel cibo nello stomaco, temo di star perdendo il controllo della situazione. Se non mi "libero", inizia a battermi forte il cuore, il respiro aumenta, il pianto, e la voglia irrefrenabile di staccarmi la pelle e la carne di dosso, di darmi pizzicotti e tirarmi i capelli. È frustrante avere ogni volta questa reazione e preferisco "liberarmi". Per i cinque minuti successivi ho l'impressione di sentirmi davvero meglio. Un peso in meno. La leggerezza di un attimo.
Uscita dal bagno, Simone mi ha presa per mano e mi ha portata sul terrazzo. Mi ha abbracciata forte e abbiamo guardato il tramonto insieme. Mi ha sussurrato parole molto dolci, mi sono sentita amata.
Ma oggi ho la lingua dolorante, piena di taglietti, e lo stomaco mi fa davvero molto male, lo sto torturando. Non posso continuare così. È tutto così difficile.
Questa mattina scrivo alla mia ex psicologa, non ha più senso rimandare.
Forse ho davvero perso il controllo.

Spero che voi stiate bene, ora passo da voi.
Vi stringo.

10 commenti:

  1. Ciao Barbara, l'immagine che hai messo in questo post l'avevo inserita nella home del blog in precedenza. Mi piace molto il concetto. Semplice, ma così vero, da mettere in pratica, sempre.
    Anche io ho il benedetto bisogno di trovare il coraggio, di provare e riprovare nelle cose, non abbattendomi alla prima caduta.
    Di botte ne prenderemo molte nel corso della vita... abbiamo gia' i lividi addosso, interiormente e all'esterno, non lasciamoci impaurire da essi. Essi sono il ricordo dei nostri sforzi, ci invitato ad impegnarci ancor di più... Non andrà sempre bene, ma ci saranno momenti belli e sereni.
    Hai gia' fatto tantissimi passi in avanti.. stia affrontando numerose novità, sei preoccupata ed è normale. Non è strano che tu sia in crisi con il cibo, non sentirti una debole a ricaderci.
    Sei forte perchè hai determinazione e consapevolezza per affrontare il tutto. Lo dimostra la tua voglia di esternare il dolore (per evitare di affondare giù) e di non rimandare ancora.
    Ciò è la prova che non hai perso il controllo, lo hai solo in parte spostato verso orizzonti errati e malsani.
    Un abbraccio forte, dai, dai, dai...!!!!

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    1. Ciao Ilaria! Forse hai ragione su tutto, anche la psicologa mi ha detto che viste tutte queste novità non è poi così strano che io sia ricaduta nei disturbi alimentari. Spero tanto che tu abbia ragione, che non abbia davvero perso il controllo, perché altrimenti significherebbe che per ritrovarlo ci terrei molto tempo.
      Grazie di tutto, un abbraccio a te!

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  2. Sono felice che tu abbia scelto di aprirti con amica, moroso, e psicologa... e soprattutto del sostegno che hai ricevuto! Mi sembra che tu sia una persona estremamente sensibile e "recettiva" nel rapporto con gli altri, non so se si capisce cosa intendo... ma credo che non possa farti che bene avere una "rete di sostegno" :)
    Non ti nascondo che mentre leggevo pensavo "io non ho mai avuto questo". Dopo aver ricercato invano sostegno in amici e fidanzato, sono sempre stata completamente sola ad affrontare e gestire il mio problema. Non so se il mio sia un semplice fare di necessità virtù, ma oggi credo che questo mi abbia fatto bene e resa più forte. Ma a chiunque auguro un percorso diverso dal mio, che è comunque stato molto sofferto.
    Quindi, coraggio! Sei circondata da persone che ti vogliono bene e ti staranno accanto :) non hai nulla da temere, ce la farai.

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    1. Anche io sono molto contenta del sostegno che ho ricevuto! Mi dispiace che tu ti sia ritrovata sola in questo percorso, ma alla fine, anche chi riceve il sostegno di qualcuno, può essere il solo a cambiare la propria strada. Io ho semplicemente persone su cui posso contare, che mi dimostrano affetto, ma la lotta è solamente mia, la fatica e l'impegno saranno completamente miei. È sempre un po' uno schifo, anche se posso capire che sentirsi completamente soli sia una botta mica da scherzo.
      Grazie per la fiducia, per il supporto.
      Un bacio <3

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  3. Non tenere segreti con chi vogliamo e ci vuole bene, mai. Si corre un bel rischio ma se l'altra faccia della medaglia è che il legame potrebbe rafforzarsi, perchè no? E detto ciò sono felicissima di come siano andate le cose con Elena. Simone beh capisco l'iniziale arrabbiatura, vive insieme a te e il tuo silenzio non lo aiutava certo ad aiutarti. Purtroppo abbiamo la tendenza a pensare che i malesseri si percepiscano dal di fuori, invece bisogna parlare e chiedere se si ha bisogno di qualcosa, senza vergognarsi.
    Adesso perdonami ma in tanti anni non sono ancora riuscita a capire come si possa indurre il vomito. Non fraintendermi, è una cosa che mi terrorizza soprattutto se penso alle conseguenze tipo denti neri e taglietti alla lingua. Se fino a un mese fa andava tutto bene cosa può essere successo di talmente grave (e pesante) da costringerti nuovamente a questa pratica per liberarti del macigno che ti opprime? Prova a guardare fuori e dentro di te e vedere se questo macigno ha un nome e se c'è un altro modo per affrontarlo. Sono sicura di sì. Non senza scrivere alla psicologa comunque, tanto per iniziare a risalire ;)
    Un bacio!

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    1. Il punto è che anche se ora ne ho parlato a Elena e a Simone, loro non possono comunque fare nulla per aiutarmi concretamente. Tenevo Simone all'oscuro di tutto per non farlo preoccupare, perché anche se ora sa quello che mi sta succedendo, lui non può farci niente e rischia solo di sentirsi impotente al riguardo. I disturbi alimentari sono una merda da questo punto di vista. Le persone che ci stanno accanto spesso finiscono per sentirsi inutili ed è l'ultima cosa che voglio io. È la mia battaglia, di nessun altro.
      Le motivazioni che portano a liberarmi possono essere molteplici. Alcune sono intuibili, mentre per altre, credo di aver bisogno della psicologa per comprenderle. Se fosse tutto chiaro e limpido, ognuno potrebbe farsi auto psicoterapia, ma non è mai così. Bisogna scavare a fondo per trovare le radici del disturbo.
      Un bacio a te <3

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  4. Che bella l'immagine di te e della tua amica, sai vorrei anche io un'amica a cui dire tutto..con cui piangere.. questa cosa non farà altro che tenervi strette ancora di più!

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    1. Ciao Alexandra. In effetti sì, è bello sapere di avere qualcuno accanto nonostante si sia dei disastri ambulanti. Spero che presto possa trovare anche tu qualcuno che ti stringa la mano e che ti ascolti. Basta questo, niente di più.
      Un abbraccio <3

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  5. deve essere stato un weekend faticoso...ma ti sei liberata..in tutti i sensi...
    hai fatto benissimo a confidarti con simone..devo dire che faccio il tifo per voi due!
    e l'ultima decisione..chiamare la tua psicologa..deve esserti costata tanto..
    ma tu sei più matura delle avversità...ne stai dando ampia prova..

    ti abbraccio forte forte

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    1. Ti ringrazio tanto, davvero.
      Sì, so che la strada è faticosa e ogni piccolo successo probabilmente sarà intervallato da tre passi indietro, ma io voglio star bene. Da qualche parte devo pur cominciare. Ho sentito la psicologa questa mattina e ci stiamo sentendo anche adesso per messaggio, lei è sempre molto disponibile. Ora valuto se andare da lei e fare qualche seduta ogni tanto, o se mi basta sentirla in questo modo.
      Un abbraccio forte a te!

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