venerdì 28 agosto 2015

#20.

Questa mattina ho ricevuto una notizia importante: sono stata presa per lavorare nella piadineria vicina a casa. Ottimo posto, ottimi orari. Era proprio ciò che cercavo. Ho pianto dalla gioia per un quarto d'ora, ho avvisato genitori, amici e Simone, ho continuato a piangere. Inizierò mercoledì prossimo, il 3 settembre.

La magia è già finita e lascia il posto alla tristezza. Questa gioia non è abbastanza grande per superare la negatività che ho in corpo.
Credo che la sede figurata delle emozioni non sia il cuore, ma lo stomaco. Sento un macigno proprio lì dentro, in questo momento.

Sono a casa da sola. Sarei dovuta andare in piscina, con Simone, un suo amico e la sua ragazza, ma non riuscivo a vedermi bene con il costume e così mi sono tirata indietro. Già la compagnia non sarebbe stata di mio gradimento, figuriamoci con queste paranoie.
Che fallimento.
Scrivo seduta sul divano, con il portatile sulle gambe e il piatto con il pranzo accanto, piselli e pomodorini, ma ogni boccone sembra pesante come una pietra.
Vorrei piangere. Provo rabbia e ansia e odio e non so perché. O forse lo so, ma non riesco a dirlo, perché se lo facessi renderei tutto più reale.

Lo sento così distante.
Forse Lex ha ragione su tutto. Forse si sta sgretolando tutto. Lui è felice e io no.
Lui è felice e io non riesco ad esserlo per lui, come dovrebbe essere normale tra due persone che si amano.
Io sto male e lui è felice come non mai, non si accorge nemmeno di quello che provo.
Non siamo una cosa sola, siamo su due lunghezze d'onda completamente diverse. Non ci sfioriamo neanche, in questo momento.
E io mi sento persa.

Ho bisogno di qualcosa. Sento tanto marcio attorno a me. E anche dentro.

Ho terminato il pranzo. Ho mangiato poco ma mi sento troppo piena. Che orribile sensazione.

Ora cerco gli orari dei treni. Voglio tornare a Bergamo, scappare da questa Milano così caotica ma che mi sembra così vuota, oggi.
Non ho una sola motivazione per restare qua.
Nemmeno a lui interessa.
Tornerò domenica, in attesa che una nuova settimana, ricca di impegni, inizi.


Non riesco a respirare.

sabato 22 agosto 2015

#19. Come una vecchia amica

Ogni posto sembra sbagliato, quando non riusciamo ad essere mentalmente sereni.
Ogni posto sa di marcio, di ammuffito. Allora vuoi fare pulizia, imbiancare le pareti e creare il tuo dipinto.
A volte però una passata di colore non basta e la muffa torna in superficie. La puoi coprire quanto vuoi, ma finché non la elimini alla radice, tornerà sempre. Non importa quanto ci terrà, è solo questione di tempo.
I miei sorrisi sono sinceri, ma sono bastardi. Sorrido per le ragioni sbagliate. Sono contenta per cose su cui ci sarebbe da piangere. Godo nel vedere quanto chi mi sta attorno sembri essere cieco. "Meno impicci", penso, "se loro non vedono". E la cosa buffa è che mi va bene così, anzi, era proprio ciò che speravo.
La muffa è tornata visibile, ma la vedo solo io e questa volta non voglio coprirla. La osservo, le mie dita la sfiorano e io sorrido, come se avessi riscoperto una vecchia amica.